La recente riforma dell’imposta sulle successioni e donazioni ha introdotto una novità rilevante per chi intende programmare in modo ordinato il passaggio generazionale del patrimonio. Con il nuovo art. 4-bis del Testo Unico, è oggi infatti possibile optare per l’applicazione dell’imposta di donazione al momento dell’apporto dei beni nel trust, anziché al momento dell’attribuzione finale ai beneficiari.
Si tratta di un cambiamento significativo: il disponente può infatti cristallizzare aliquote e franchigie vigenti al momento della dotazione del patrimonio, senza dover attendere un futuro in cui il quadro normativo potrebbe risultare modificato.
La struttura del trust nell’attuale quadro normativo
Il trust è uno strumento giuridico flessibile, attraverso il quale il disponente trasferisce beni o diritti a un soggetto terzo, il trustee, che li amministra nell’interesse dei beneficiari o per il perseguimento di uno scopo determinato.
Nella disciplina ordinaria, la rilevanza fiscale sorge al momento dell’effettivo arricchimento dei beneficiari, che può verificarsi anche molto tempo dopo l’istituzione del trust.
La nuova disposizione introduce invece la possibilità di anticipare il momento impositivo all’atto del conferimento dei beni nel trust, consentendo di definire in modo certo il trattamento fiscale sin dalla fase costitutiva dello strumento.
I principali vantaggi dell’imposizione “in entrata”
L’opzione per la tassazione al momento dell’apporto consente di:
- Definire con certezza l’aliquota applicabile, in un momento ritenuto favorevole
- Scongiurare l’esposizione al rischio di future modifiche normative
- Integrare la pianificazione fiscale nella progettazione del passaggio generazionale
Inoltre, tale scelta assume particolare interesse nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente pressione verso l’armonizzazione europea dell’imposta sulle successioni e donazioni, con possibili futuri incrementi dell’imposizione.
Il trust diviene così non solo uno strumento di protezione e segregazione, ma anche un efficace mezzo di pianificazione fiscale.
Il ruolo della fiduciaria come trustee
La scelta del trustee è centrale. Il trustee deve garantire imparzialità, competenza e continuità nella gestione del patrimonio conferito.
In questo senso, la fiduciaria rappresenta il soggetto ideale:
- è indipendente e sottoposta a vigilanza regolamentare
- assicura riservatezza e gestione professionale
- può integrare competenze legali, fiscali e patrimoniali
- garantisce continuità operativa nel lungo periodo
Il trustee non si limita a custodire il patrimonio, ma ne preserva coerenza, valore e destinazione, assicurando il rispetto delle volontà del disponente.
Fidirevisa e il network Fidinam
Fondata nel 1968 e parte del Gruppo Fidinam, presente in numerose giurisdizioni internazionali, Fidirevisa Italia opera come trust company indipendente, specializzata nella tutela e gestione fiduciaria del patrimonio familiare.
Un approccio interdisciplinare, riservato e sartoriale, rivolto a famiglie, imprenditori e patrimoni complessi, volto a coniugare protezione, continuità e valorizzazione del patrimonio nel tempo.
Questo articolo è stato predisposto da Fidirevisa Italia s.r.l. In caso di chiarimenti, è possibile scrivere una email a info@fidirevisa.it


