Le polizze vita, anche unit-linked, rappresentano uno strumento particolarmente adatto alla pianificazione patrimoniale. In particolare, le polizze unit-linked sono contratti assicurativi il cui valore è collegato a fondi di investimento sottostanti, consentendo quindi una gestione finanziaria dinamica all’interno di una cornice giuridica assicurativa.
In generale, per patrimoni rilevanti, la polizza non è utilizzata come semplice soluzione d’investimento, ma come contenitore capace di integrare esigenze di crescita del capitale, protezione e pianificazione successoria.
Il ruolo della fiduciaria e la gestione degli obblighi dichiarativi
Nel caso di polizze estere, al momento della sottoscrizione sorgono in capo al contraente obblighi sia dichiarativi sia impositivi.
Sotto il profilo dichiarativo, il contraente è tenuto a indicare la polizza tra le attività finanziarie estere nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, ai fini del monitoraggio fiscale. Tuttavia, tale obbligo verrebbe meno qualora il cliente conferisse mandato di intestazione fiduciaria.
Sul punto, l’intervento della fiduciaria produce un effetto concreto di semplificazione operativa: centralizza gli adempimenti, coordina la gestione fiscale e garantisce continuità amministrativa nel tempo.
In presenza di patrimoni complessi o strutture internazionali, questa funzione di coordinamento riduce il rischio di errori dichiarativi e migliora la coerenza complessiva della pianificazione.
La polizza vita come leva per il passaggio generazionale
La polizza vita, soprattutto in contesti patrimoniali articolati, non è soltanto uno strumento di protezione o di investimento, ma può diventare una leva molto efficace per governare in modo ordinato il passaggio generazionale.
Il vantaggio, infatti, si riscontra nella possibilità di trasferire ricchezza in modo diretto, rapido e tendenzialmente più lineare rispetto ai meccanismi successori ordinari. In caso di decesso dell’assicurato, le somme spettanti ai beneficiari designati non confluiscono nell’attivo ereditario e non scontano l’imposta sulle successioni, poiché spettano ai beneficiari per effetto del contratto e non per diritto successorio.
A ciò si aggiunge un ulteriore profilo di interesse: la designazione del beneficiario attribuisce a quest’ultimo un diritto proprio, autonomo e indipendente rispetto a quello del contraente. La polizza, quindi, consente non solo di individuare ex ante i destinatari della prestazione, ma anche di regolare con maggiore precisione la distribuzione della ricchezza, adattandola alle esigenze familiari e patrimoniali del caso concreto.
Mandato fiduciario e polizza vita: una combinazione efficiente
In chiave conclusiva, il connubio tra mandato fiduciario e polizza vita concentra in un’unica architettura una pluralità di vantaggi: da un lato, la fiduciaria semplifica la gestione amministrativa e dichiarativa, vantando anche un certo grado di riservatezza; dall’altro, la polizza vita offre uno strumento efficiente per la protezione e la trasmissione del patrimonio, grazie anche al fatto che le somme non sarebbero assoggettate all’imposta di successione.
Questo articolo è stato predisposto da Fidirevisa Italia s.r.l. In caso di chiarimenti, è possibile scrivere una email a info@fidirevisa.it


